Dal bianco splendente alle faccette, il sorriso perfetto si crea al computer

Sorriso: Tra psicologia ed estetica
4 Luglio 2019
Radiofrequenza viso OPEN DAY
4 Luglio 2019

Dal bianco splendente alle faccette, il sorriso perfetto si crea al computer

Dal bianco splendente alle faccette, il sorriso perfetto si crea al computer

Un sorriso perfetto in armonia con il viso è il sogno di tutti

Come il corpo dell’Uomo vitruviano di Leonardo. Denti perfetti e di un bianco brillante. E’ questa la richiesta più diffusa quando si entra nello studio di un dentista che, per rispondere alle esigenze del paziente, è sempre più attento all’estetica del sorriso anche grazie all’aiuto del computer. “E’ possibile ricreare un bel sorriso come quello di famosi vip con un programma avanzato di grafica e morfing in 3D, lo ‘SmileDesign‘. Con questa macchina è nato un nuovo tipo di odontoiatria, siamo diventati gli architetti del sorriso. Costruiamo o smussiamo le curve della dentatura come fa l’architetto con un appartamento da restaurare”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Domenico Dentici, medico odontoiatra di Genova.

Per far ritrovare al paziente la voglia di sorridere senza imbarazzi “basta una fotografia (o una Tac della bocca) e con questi nuovi programmi molto simili a Photoshop si può intervenire sull’estetica del sorriso – aggiunge Dentici – Si può decidere come modificare un incisivo, ad esempio, che forma dargli. E si può vedere in maniera virtuale e in anticipo il risultato che otterrà in paziente”. Il fenomeno dell’estetica del sorriso è definitivamente esploso negli ultimi 10 anni. “Arrivano sempre più pazienti giovanissimi che chiedono lo sbiancamento dei denti – sottolinea il medico – E stanno prendendo piede le faccette, ‘gusci’ che incollati sulla superficie dei denti li rendono naturali e luminosi grazie a nuovi materiali sempre più performanti“.

L’identikit del paziente alla ricerca dell’estetica del sorriso ha più volti: “Spesso sono donne ‘over 40′ che vogliono migliorare alcuni inestetismi o hanno problemi che in passato non notavano ma che ora vogliono correggere – osserva Dentici – Ci sono però anche giovanissimi che dopo un lavoro di ortodonzia ci chiedono un ‘ritocchino’. Chi poi vuole le faccette (se ne mettono di solito 6 da canino a canino), arriva già preparato e chiede l’ultimo materiale disponibile e non più la ceramica, ora si realizzano in zirconio e disilicato di litio. Se durano meno di 15 anni o si staccano – aggiunge – vuol dire che il lavoro è stato fatto male”.

Le faccette si dovrebbero scegliere quando c’è un danno al dente, ad esempio per una rottura, “ormai sono ben collaudate e anche ad un occhio esperto non dovrebbero vedersi – avverte il dentista – è un tipo di approccio che rientra nell’odontoiatria conservativa. Ma è bene ricordare che per inserirle serve molta attenzione, un lavoro preparatorio sul paziente con le impronte della dentatura e una scelta attenta delle colle da usare. Se il lavoro è fatto bene non ci sono problemi di perdersi le faccette durante i pasti: durano almeno 15-20 anni”. Denti dritti e allineati che danno morbidezza al sorriso “è quello che cercano i pazienti – conferma Giampiero Malagnino, ex presidente nazionale dell’Associazione nazionale dentisti italiani e vice presidente vicario dell’Enpam – per cui è difficile convincerli del contrario. Il sorriso ha un peso psicologico molto rilevante sulla sicurezza della persona, avere un problema di dentatura può diventare un difetto enorme per alcune persone, tanto da non sorridere mai. Ecco che il dentista deve stare molto attento alle richieste, selezionare con cura ed evitare gli errori: si vedono in giro tanti ‘sorrisi’ stereotipati frutto di interventi estetici”. Inseguendo la medicina estetica, l’odontoiatria sta diventando sempre più interdisciplinare. “Tante volte – ricorda Dentici – mi trovo a lavorare con altri professionisti, ad esempio con il chirurgo estetico. Questo perché spesso chi entra con l’idea di ricostruire il proprio sorriso chiede anche di togliere delle piccole rughe o di rimodellare le labbra”. Secondo entrambi gli specialisti “i piccoli restauri estetici devono essere condotti con un approccio mininvasivo”. “Il dente – conclude Dentici – non posso ritoccarlo e aggiustarlo più volte perché in questo modo viene danneggiato. Solo un buon quindi garantisce al paziente la durata e la sicurezza dell’intervento”.

Fonte: Adnkronos

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *